Milena Bisacco: il mio Metodo Burlesque è la mia storia

 

Avevo deciso di abbandonare il certo per l’incerto, come si suole dire, perché la mia ambizione era di aprire una scuola di danza tutta mia. Mi spingeva il grande amore per la danza mediorientale, meglio nota come danza del ventre che ho praticato per dieci anni, e che ho insegnato e danzato nei locali e teatri in Milano.
Purtroppo il sogno non si è ancora avverato ma ha semplicemente cambiato forma. Forse sarà un più lungo cammino e per il momento non ne sento l’esigenza. Tutto si è trasformato, è diventato diverso perché la vita ti porta agli incroci e agli incontri.
Ecco che una sera andai a vedere uno spettacolo di Burlesque in un locale di Milano, quindi c’era già, esisteva prima di me, eccome e c’era pure da tanto tanto tempo ma… nessuno probabilmente si era posto una domanda: chi prepara le artiste che salgono su quel palcoscenico? Nessuno. Come nessuno? Non è possibile. Si vede che a loro manca tecnica, padronanza, studio, esibirsi non può essere semplicemente un fatto estetico, legato alla bellezza di ognuna, deve esserci per forza una accurata preparazione ma così non era.
Così ho iniziato a prendermi cura degli act che sarebbero apparsi in scena, insegnando ad alcune artiste italiane. Tutto ebbe inizio e dal 2009 a tuttora resta la mia unica attività, su cui ho concentrato tutto, l’esperienza, la vita, la mia storia.

Ritengo che prima di salire su un palcoscenico tutto debba essere preparato con dovizia di particolari, quasi “a tavolino” per scongiurare qualsiasi eventualità.
Da cosa si inizia? Da una profonda attenzione e cura del sé.
Solo conoscendo bene noi stessi, il nostro corpo, le nostre reazioni e anche l’imponderabile, potremo ritenerci pronti e reattivi in scena.

milena bisacco burlesque black 2Il Burlesque può diventare una disciplina completa se a latere viene coltivata con lo studio dell’arte drammatica, della recitazione, del mimo, della danza o del ballo, del canto ma anche dello sport o altre discipline quali le arti circensi, l’utilizzo di uno strumento musicale, giochi di prestigio o altro ancora.

Ognuno può concorrere a creare il proprio stile Burlesque selezionando ciò che è più in grado di fare dando spazio e ciò che fa sentire sicuri, appunto il canto, il ballo, la giocoleria e via dicendo.

Il Burlesque non deve essere inteso semplicemente come “scimmiottare” qualcuno che è venuto prima di noi. Deve essere considerato il nostro unico inimitabile stile che nessun altro potrà avere.

A chi è venuto prima di noi ci si ispira, si imita, si tramuta, si interpreta a nostro modo perché una cosa è certa, non saremo mai chi è già esistito. Potremo rifarci alle grandi Dive del passato ma non saremo mai loro se non cercando di dar vita e luce allo stile che ci ha preceduti.

Da adolescente la mia più grande aspirazione era diventare attrice. In parte ci sono riuscita frequentando, poco più che diciottenne, alcune compagnie teatrali dove si recitava per diletto, amatoriali per meglio dire. Sono state una immensa fonte di apprendimento che ho coltivato con grande soddisfazione e sacrificio. Ti rendi conto che la tua vita ruota intorno a tutto ciò che ne è il fulcro.

Negli anni, a questa grande passione, ho abbinato il desiderio di sentirmi più completa nei movimenti sul palco. Molte scuole di teatro completano l’insegnamento con lavori di gruppo sul corpo, nello spazio, con la voce.

Ma solo la danza del ventre mi ha rivelato la grande consapevolezza di come utilizzare la mia forma fisica. Ecco, tutto nasce dal tuo centro e lo distribuisci in tutto il tuo corpo, nello spazio, per te e per gli altri.

Unendo queste due filosofie ho creato il mio stile e un metodo che mira a lavorare sulla singola persona e sulla sua particolare diversità dall’altro.
Ecco perché non amo creare monotone coreografie di gruppo, perché la scoperta del chissà cosa viene dopo sparisce coi primi conteggi del tempo. Fondamentale conoscere il ritmo, avere orecchio e capire come ci si può muovere su una determinata musica.
Il lavoro che svolgo nell’insegnamento è concentrarmi sulla persona che ho dinnanzi e vale anche per i corsi di gruppo. Ognuna è particolare e non sarà mai uguale ad un’altra, avendo la fortuna di aver incontrato decine di donne, ogni volta riscopro che è e sarà sempre un metodo più preciso ed efficace.

milena bisacco burlesque black 1Il mio DNA contiene una massiccia dose di sense of humour che ormai ha preso il sopravvento nella mia vita. Ogni giorno mi sveglio sapendo che la vita mi offre il suo spettacolo migliore. Io non sarò il pubblico della mia giornata ma ne sarò l’artefice. Impartisco lezioni ogni volta come se dovesse essere l’ultima, cercando di dare sempre maggiori informazioni possibili affinchè chi si affida a me abbia trovato una guida, una consigliera, una preparatrice che segue, stimola, aiuta a scoprire il potenziale che tu sola non sei in grado di individuare.

Molta tecnica, tanta pulizia dei movimenti, divertimento a volontà, sguardo intenso e mirato e anima sempre pronta a intrattenere lo spettatore. Il tuo spettacolo deve lasciare il pubblico entusiasta, deve portarsi a casa il ricordo di te come interprete dallo stile unico e non replica di qualcun altro. Mi devo stupire quando guardo uno spettacolo, tanto quanto mi stupisco per la pagina di un libro, la frase di un film, il colore di un quadro, gli occhi di una donna, il suo profumo, le gambe ma non di certo le scarpe che indossa.

Oltre al teatro e alla danza del ventre anche altre discipline hanno concorso a creare la mia formazione e il mio metodo quali: danze popolari, danza butoh, danze swing, il canto, il teatro danza, la pantomima. Insomma vero è che solo con una grande padronanza possiamo permetterci di improvvisare in scena ottenendo ottimi risultati se tutto viene meticolosamente preparato. E’ un dovere verso noi stessi, nei confronti del pubblico.

Cito Wikipedia: la parola arte deriva dal latino ars, che letteralmente significava "metodo pratico" o "tecnica", unito a una connotazione legata alla bellezza degli oggetti prodotti. Nel medioevo esisteva già la parola artista, anche se il suo significato si avvicinava più a quello che oggi definiamo artefice, mentre era sconosciuta la parola artigiano: l'artista era colui che nel suo mestiere sapeva fare qualcosa meglio degli altri.

Hanno contribuito intensamente alla mia storia eccellenti maestri che pubblicamente ringrazio: Vincenzo Bellini, Roberto Cajafa, Olivia Mancino, Aziza Abdul Ridha, Malika Ferhat, Yumma Mudra, Danila Massara, Amber Topaz, Masaky Iwana e altri ancora con cui ho studiato come Les Soeurs Tribales, Monica Roncon, Carolina Fonseca, Cristina Sforzini, Roberto Quarticelli, Rocco Gaudimonte, Matteo de Stefano, Cathrine D’Lish, Jo Weldon, Gypsy Charms, Leyla Rose, Lady Flo, Mama Ulita, Annette Kellow, Bees Knees, Medianoche, Kitty BangBang, Polly Rae, LouLou D’Vil, Gypsy Wood, Kitten deVille, Natsumi Scarlett. Mi hanno ispirata Marcel Marceau, Lindsay Kemp, Momix, Kataklo, Django Edward, Quelli di Grock, la taranta, la danza indiana, le danze irlandesi, la capoeira, la danza butoh. Mi hanno illuminata inconsapevolmente Franca Rame, Franca Valeri, Le Kessler, Minni Minoprio, Heather Parisi, Lorella Cuccarini, Liza Minelli, Monica Vitti, Maria Callas, Anna Magnani, Anna Marchesini, Sofia Loren, Mariangela Melato, Greta Garbo, Rita Hayworth, Gypsy Rose Lee, Isadora Duncan, Pina Baush, Arturo Brachetti, Priscilla, Eleonora Duse, Sarah Bernhardt, Josephine Baker, gli Abba, La Febbre del Sabato Sera e un ancor più lungo elenco di chi ogni notte affolla i miei sogni.

  A tutte le persone che si sono affidate a me, burlesque perfomer, cantanti pop rock e lirica, ballerine di musical, country, tango, charleston, attrici comiche, donne comuni dico: 
non smettete mai di avere desideri e curiosità!    

 

Milena Bisacco
Milano, gennaio 2015

 

 

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